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mercoledì, 30 aprile 2008
La mattina mi sveglio spesso alle 5.00.
Deve essere la luce della mattina.
Non saprei dire se trattasi di insonnia o primo sintomo di invecchiamento, perché si dice che le persone anziane dormano poco.
Dopo un paio di minuti nel letto, sperando invano di riaddormentarmi, mi alzo.
In cucina, in battuta del sole dell'alba, leggo un libro, televisione accesa per seguire tutti i notiziari.

cucina libro te

Guardo in terrazza, se poi fa caldino lascio socchiusa la porta finestra che dà sulla terrazza.
Gli uccellini cantano.

terrazza sole 1

E osservo le cinciallegre, che saltellano tra le maglie del grigliato (nella foto non si vedono, sono fuggite come schegge appena ho aperto la porta).

terrazzasole

Infatti lascio sempre alle cincie un sottovaso ripieno di semini.

terrazza sole mangiatoia cincie

E poi viene l'ora di andare al lavoro.
Ma oggi no, perché ho preso qualche giorno di ferie.
postato da: amoleapi alle ore 30/04/2008 09:21 | Link | commenti (7)
categoria:
mercoledì, 30 aprile 2008

Un bel libro per le persone che amano il Giappone e la natura.
Narra di una storia di amore, una donna belga estremamente vitale ci racconta la sua storia, di come viene amata da un giapponese.
Lui è gentilissimo e assolutamente dedito a lei. Lei si gode il momento, l'attimo e l'amor cortese che le viene regalato. E in particolare si gode il Giappone.
Non vi dico come finisce, ma degli insegnamenti che possiamo trarre da questo libro.
1. godersi le cose belle della vita ogni giorno, un raggio di sole, una nevicata inaspettata...
2. gli uomini che sono troppo buoni non vengono amati dalle donne, non per colpa delle donne, le donne creano la vita del futuro e i maschi con la giusta cattiveria hanno maggiori probabilità di sopravvivenza nella natura. Insomma, un po' di sana misoginia ci vuole!

L'immagine di copertina del libro: bella, attira l'attenzione, ho notato il libro proprio per questa immagine.

ne eva ne adamo
postato da: amoleapi alle ore 30/04/2008 08:50 | Link | commenti (2)
categoria:libri, giappone, libertà, misoginia
martedì, 29 aprile 2008
Fate lessare delle patate, che rimangano però abbastanza consistenti.
Poi prendete un filetto di maiale, tagliatelo a fette di un centimetro.
In una pentola antiaderente mettete dell'olio extra vergine di oliva ed una cipolla tagliata a julienne.
Fate cuocere per cinque minuti.
Aggiungete il filetto, fatelo cuocere da un lato, poi dall'altro, poi salate.
Aggiungete la patate tagliate a fette di un centimetro.
Cuocere cinque minuti, servire bello fumante.
postato da: amoleapi alle ore 29/04/2008 16:22 | Link | commenti (3)
categoria:ricette casalinghe
martedì, 29 aprile 2008
Recentemente avevo messo una ricetta con la seppia nostrana, mi mancava però la foto.
Oggi integriamo il post precedente, foto da una cassetta di seppie appena rientrate in porto:

seppia
postato da: amoleapi alle ore 29/04/2008 16:16 | Link | commenti (2)
categoria:
lunedì, 28 aprile 2008

Con i pueri cantores nella Basilica a Venezia dei Santi Giovanni e Paolo.

Mio figlio canta nel coro dei pueri cantores del paesello (l’altro figlio ha rinunciato).

Sveglia, ohibò, alle 6.10 della mattina perché è previsto l’incontro alla stazione dei treni alle 7.00.

Arriviamo perfettamente in orario con il nostro accompagnamento di 3 figli di nove mesi di età, sette e nove anni e uno zaino per il pranzo al sacco dal peso indescrivibile ed il passeggino.

E siamo tra i primi!

Biglietto cumulativo, salire sulle carrozze 1 e 3 ci dicono le assistenti di trenitalia, presenti all’andata (al ritorno no, ma di questo vi racconto dopo).

Saliamo tutti ordinatamente …. insomma, la comitiva era di un centinaio di persone e nel mentre che si stava già avviando il capostazione li ha fatti tornare al binario uno. Ha fatto bene, per la sicurezza di tutti.

Ci accomodiamo, guardo la piccola, cosa pensa? Ehehe non pensava, è assolutamente necessario andare nello spazio tra i vagoni a cambiarla al volo, il prodotto lo richiudiamo ermeticamente in un sacchettino che avrebbe dovuto servire a riparare la macchina fotografica in caso di pioggia.

Arrivo in stazione a Venezia, bellissima giornata di sole.

Apro il passeggino, zaino in spalla, e via verso la chiesa, che si trova in zona ospedale.

Siamo bellissimi e variopinti, tutti con il nostro berrettino rosso.

La piccola ci agevola nel viaggio, rifiutando il passeggino e scegliendo la miglior trasportatrice e cioé la mamma. In braccio tutto il tempo.

Il che aiuta il papà, perché passare i ponti con il passeggino non è proprio una passeggiata, per fortuna lo zaino da 200 kg mi bilancia dall’altro lato mentre sollevo il passeggino stesso, qualche volta aiutato da mia moglie (con il braccio libero) o dai figli.

Poi in chiesa ci sono le prove e la messa cantata, la chiesa è molto grande ma un po’ dispersiva per il canto, le voci spariscono.

C’è una bella ragazzina solista, agghindata con tunica bianca e capelli biondi riccioluti, lunghissimi, freschi di parrucchiera, uno spettacolo sotto il raggio di sole che filtra dalle vetrate.

Deve stare attenta a non abusare della voce, altrimenti gli altoparlanti gracchiano.

Intanto che si svolge la messa mia moglie e la piccola e cognata stanno sedute alla base di una colonna in fondo alla chiesa, la piccola si diverte un sacco a toccare il marmo della colonna, chissà cosa le sembra.

Io fuggo per un momentino, il caffè in quella zona di Venezia non è caro come si sente dire, in piedi un euro, seduti 2,50, ma d’altronde siamo a Venezia.

Il pasto a prezzo fisso in quella zona si trova anche a 13 euro, leggo sulle tabelle esposte; è sempre buona regola informarsi sul prezzo prima di consumare, mica solo a Venezia, a meno di non essere Paperon De Paperoni.

Gelato 1,5 euro a pallina.

Questa è la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, sita affianco al palazzo dell'ospedale:
 
 
 
 
Questa è una zona molto tranquilla, vi consiglio di aggirarvi tra i vicoli per guardare i giardini e le case.
 
 

Ho trovato un coro di ragazze tedesche, in una calle deserta, si erano messe a cantare, una scena veramente inaspettatamente piacevole:

 
 

Un dettaglio di un leone, palazzo dell'ospedale



Finita la messa, pranzo al sacco, in strada a rischio di multa, il programma era di andare nel giardino di una chiesa, ma l’organizzazione del nostro coro o un sommovimento dal basso ha deciso così.

Il sole picchiava assai.

Partenza per piazza San Marco, seguendo le indicazioni gentilmente apposte ad ogni angolo.

La piazza era molto affollata, ma scorrevole.

La gente è molto felice, bellissimo a vedersi.


 

Gran mal di piedi, a questo punto per papà amoleapi, per fortuna la piccola vuole fare una ciuccia e ci fermiamo all’ombra.

La piazza è uno spettacolo. Chissà che bella sarebbe alle 5 di mattina quando ci sono solo poche persone. C'era tanta gente, ma comunque ci si muoveva agevolmente.


Il ponte dei sospiri non l’ho fotografato, a me sinceramente non dice niente.

Mi informo sul prezzo del vaporetto, ma poi la famiglia concordemente decide di tornare passeggiando a piedi.

Ritorno, faticoso, qualche pausa gelato, il passeggino sempre più pesante quando si deve trasportare di peso oltre un ponte.

Cerco di fotografare un colombo che entra bel bello in una pasticceria, ma vola via velocemente, allora non mi rimane altro che gustare un pasticcino.

Scorgiamo un bel negozio antico dove realizzano penne come quelle antiche e ti fanno dei timbri personalizzati da usare per la corrispondenza, ricordatevi di prendere anche la ceralacca eh!

La prossima volta che passo di lì farò realizzare un timbro con ape e tartaruga!

Poi in stazione, arriviamo un’ora prima, viziaccio di papi amoleapi, ci sediamo sui gradini, perché la stazione di Venezia è assai carente di posti a sedere (panchine).

Il sole picchia, una ragazza dai capelli rossi tinti, calze scure, tutte sfibrate, sotto l’abitino le sente da un anziano che saliva la gradinata “vai a dormire a casa!”, le dice; lei si sposta per riprendere a sonnecchiare, poi ripartirà verso il suo treno, ha un grosso zaino da montagna con un fazzoletto variopinto a impreziosire il tutto.

Saliamo sul treno anche noi, ci aspettavamo come all’andata di avere delle carrozze preferenziali, per fortuna riusciamo a trovare posto seduti, quelli che arrivano poco dopo devono stare in piedi.

Fine dell’avventura, a nanna, dormito come sassi!


postato da: amoleapi alle ore 28/04/2008 13:51 | Link | commenti (2)
categoria:
venerdì, 25 aprile 2008
vitello_oro

Anche dei nostri parenti vennero esumati e scoprirono che i loro corpi erano intatti, uno addirittura dopo sessanta anni dal funerale.
Quelli che li conoscevano hanno raccontato fatti dai quali si può pensare che non erano dei santi, in particolare del secondo.
Mia moglie ha commentato quanto visto al telegiornale ieri sera con queste parole:
"Che schifo, è tutta questione di soldi".
Io sarei più diplomatico e comprensivo, come dall'immagine allegata, più che altro mi pare essere la creazione di un ulteriore idolo, di qualcosa di terreno da guardare e toccare con il corpo più che con l'anima.
postato da: amoleapi alle ore 25/04/2008 13:47 | Link | commenti (5)
categoria:religione, attualità
lunedì, 21 aprile 2008
murales
postato da: amoleapi alle ore 21/04/2008 20:45 | Link | commenti (4)
categoria:
lunedì, 21 aprile 2008
fagiano

C'era un fagiano, nel pioppeto vicino al mio apiario, allora ho preso la mia macchina fotografica compattina digitale con il fine di scattare al volatile una foto degna del National Gegraphic.
Ho iniziato ad inseguirlo con fare distratto, ben mimetizzato con la mia tuta bianco candida da apicoltore.
Purtroppo il fagiano è stato degno della sua fama, in men che non si dica si è "infagianato", è sparito nel nulla insomma.
Dovete accontentarvi di una foto da lontano.
postato da: amoleapi alle ore 21/04/2008 20:42 | Link | commenti (2)
categoria:bosco, uccelli
lunedì, 21 aprile 2008
In teoria.
trattamenti fioritura vietati

Foto fatta sabato, vicino al campo da calcio.
postato da: amoleapi alle ore 21/04/2008 20:26 | Link | commenti
categoria:apicoltura
domenica, 20 aprile 2008
Vicini...bambini (fa anche rima! ).
Spesso i palloni dal campo dell'oratorio arrivano fin nel mio giardino.
Ciò mi ha ricordato quando ero piccolo, ohimé, ma giovane e giocavo a pallone, da solo ;-D, nello scivolo di casa, che era quell'area con pareti di cemento che sta all'altezza delle cantine e permette l'accesso ai garages delle auto.
Ovviamente sul muro di cemento avevamo disegnato la porta da calcio.
Ogni tanto il pallone da calcio (due volte al giorno in media) finiva nel giardino del vicino. Allora noi, visto che il vicino aveva un cane da caccia in giardino, cambiavamo pallone in attesa che il vicino o sua moglie passassero e lo ributtassero nella nostra proprietà. In questo erano dei vicini assai gentili, e la parte colpevole di questo post sono io ehehe.
Era quel periodo dell'anno in cui tutti i bambini (oddio, ormai ero adolescente), come sciami d'api si riversavano in strada per far esplodere miriadi di petardini, micette, miniciccioli e infine i raudi e i fischioni (chi non ha seguito nell'ordine tutta la sequenza di esperienza ha perso una mano di sicuro).
La cosa generava dei problemi nel cane del vicino, da cane da caccia stava diventando cane da petardi, si era talmente abituato alle mie esplosioni che non riconosceva più il suono dello sparo e non recuperava il fagiano!
Allora il vicino mi ha sequestrato il pallone, e mi ha detto che me lo tornava solo se cessavo le attività esplosive, spiegandomi la storia del cane da caccia (pessimo rapporto il mio, con i cani).
Me ne torno nello scivolo, penso, insomma... ho scelto i petardi e mi sono comprato un pallone nuovo, tanto il tango costava solo 9.000 lire!
Tanto poi la moglie di nascosto ci tornava tutti i palloni.
Però quello sequestrato è sparito, altrimenti il cacciatore ci faceva la figura del pirla! Yeaaa!
postato da: amoleapi alle ore 20/04/2008 11:01 | Link | commenti (6)
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