Con i pueri cantores nella Basilica a Venezia dei Santi Giovanni e Paolo.
Mio figlio canta nel coro dei pueri cantores del paesello (l’altro figlio ha rinunciato).
Sveglia, ohibò, alle 6.10 della mattina perché è previsto l’incontro alla stazione dei treni alle 7.00.
Arriviamo perfettamente in orario con il nostro accompagnamento di 3 figli di nove mesi di età, sette e nove anni e uno zaino per il pranzo al sacco dal peso indescrivibile ed il passeggino.
E siamo tra i primi!
Biglietto cumulativo, salire sulle carrozze 1 e 3 ci dicono le assistenti di trenitalia, presenti all’andata (al ritorno no, ma di questo vi racconto dopo).
Saliamo tutti ordinatamente …. insomma, la comitiva era di un centinaio di persone e nel mentre che si stava già avviando il capostazione li ha fatti tornare al binario uno. Ha fatto bene, per la sicurezza di tutti.
Ci accomodiamo, guardo la piccola, cosa pensa? Ehehe non pensava, è assolutamente necessario andare nello spazio tra i vagoni a cambiarla al volo, il prodotto lo richiudiamo ermeticamente in un sacchettino che avrebbe dovuto servire a riparare la macchina fotografica in caso di pioggia.
Arrivo in stazione a Venezia, bellissima giornata di sole.
Apro il passeggino, zaino in spalla, e via verso la chiesa, che si trova in zona ospedale.
Siamo bellissimi e variopinti, tutti con il nostro berrettino rosso.
La piccola ci agevola nel viaggio, rifiutando il passeggino e scegliendo la miglior trasportatrice e cioé la mamma. In braccio tutto il tempo.
Il che aiuta il papà, perché passare i ponti con il passeggino non è proprio una passeggiata, per fortuna lo zaino da 200 kg mi bilancia dall’altro lato mentre sollevo il passeggino stesso, qualche volta aiutato da mia moglie (con il braccio libero) o dai figli.
Poi in chiesa ci sono le prove e la messa cantata, la chiesa è molto grande ma un po’ dispersiva per il canto, le voci spariscono.
C’è una bella ragazzina solista, agghindata con tunica bianca e capelli biondi riccioluti, lunghissimi, freschi di parrucchiera, uno spettacolo sotto il raggio di sole che filtra dalle vetrate.
Deve stare attenta a non abusare della voce, altrimenti gli altoparlanti gracchiano.
Intanto che si svolge la messa mia moglie e la piccola e cognata stanno sedute alla base di una colonna in fondo alla chiesa, la piccola si diverte un sacco a toccare il marmo della colonna, chissà cosa le sembra.
Io fuggo per un momentino, il caffè in quella zona di Venezia non è caro come si sente dire, in piedi un euro, seduti 2,50, ma d’altronde siamo a Venezia.
Il pasto a prezzo fisso in quella zona si trova anche a 13 euro, leggo sulle tabelle esposte; è sempre buona regola informarsi sul prezzo prima di consumare, mica solo a Venezia, a meno di non essere Paperon De Paperoni.
Gelato 1,5 euro a pallina.
Questa è la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, sita affianco al palazzo dell'ospedale:
Questa è una zona molto tranquilla, vi consiglio di aggirarvi tra i vicoli per guardare i giardini e le case.
Ho trovato un coro di ragazze tedesche, in una calle deserta, si erano messe a cantare, una scena veramente inaspettatamente piacevole:
Un dettaglio di un leone, palazzo dell'ospedale

Finita la messa, pranzo al sacco, in strada a rischio di multa, il programma era di andare nel giardino di una chiesa, ma l’organizzazione del nostro coro o un sommovimento dal basso ha deciso così.
Il sole picchiava assai.
Partenza per piazza San Marco, seguendo le indicazioni gentilmente apposte ad ogni angolo.
La piazza era molto affollata, ma scorrevole.
La gente è molto felice, bellissimo a vedersi.

Gran mal di piedi, a questo punto per papà amoleapi, per fortuna la piccola vuole fare una ciuccia e ci fermiamo all’ombra.
La piazza è uno spettacolo. Chissà che bella sarebbe alle 5 di mattina quando ci sono solo poche persone. C'era tanta gente, ma comunque ci si muoveva agevolmente.

Il ponte dei sospiri non l’ho fotografato, a me sinceramente non dice niente.
Mi informo sul prezzo del vaporetto, ma poi la famiglia concordemente decide di tornare passeggiando a piedi.
Ritorno, faticoso, qualche pausa gelato, il passeggino sempre più pesante quando si deve trasportare di peso oltre un ponte.
Cerco di fotografare un colombo che entra bel bello in una pasticceria, ma vola via velocemente, allora non mi rimane altro che gustare un pasticcino.
Scorgiamo un bel negozio antico dove realizzano penne come quelle antiche e ti fanno dei timbri personalizzati da usare per la corrispondenza, ricordatevi di prendere anche la ceralacca eh!
La prossima volta che passo di lì farò realizzare un timbro con ape e tartaruga!
Poi in stazione, arriviamo un’ora prima, viziaccio di papi amoleapi, ci sediamo sui gradini, perché la stazione di Venezia è assai carente di posti a sedere (panchine).
Il sole picchia, una ragazza dai capelli rossi tinti, calze scure, tutte sfibrate, sotto l’abitino le sente da un anziano che saliva la gradinata “vai a dormire a casa!”, le dice; lei si sposta per riprendere a sonnecchiare, poi ripartirà verso il suo treno, ha un grosso zaino da montagna con un fazzoletto variopinto a impreziosire il tutto.
Saliamo sul treno anche noi, ci aspettavamo come all’andata di avere delle carrozze preferenziali, per fortuna riusciamo a trovare posto seduti, quelli che arrivano poco dopo devono stare in piedi.
Fine dell’avventura, a nanna, dormito come sassi!
