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venerdì, 30 novembre 2007
A parte la condivisione dell'MP3 eh!
Notavo come al giorno d'oggi nei rapporti di convivenza o matrimonio, suppongo basati sull'amore, ci sia un nucleo di divisione.
Spesso sento che i giovani quando vanno a cena assieme dividono metà a testa il costo della cena.
Poi si sposano o convivono e vanno a fare la spesa a turno, un sabato lui ed un sabato lei, ovviamente hanno conti separati.
Poi lui compra la macchina che vuole e lei si compra la macchina che vuole, non c'è la minima idea di decidere assieme, di mediare, di concordare.
A parte meri discorsi economici ho sentito anche questi casi: al battesimo del figlio, ho sentito uno dire che la decisione di chi invitare della sua famiglia spettava a lui solo e viceversa.
Poi magari lui porta a lavare la biancheria da sua madre (solo la biancheria di lui) e lei dalla sua (solo la biancheria di lei).
Lei non pulisce la casa i giorni in cui tocca a lui, e se non rientra all'orario stabilito lei cessa di guardare le tre figlie e la casa viene ridotta ad un disastro.
Trovo questo metodo basato sulla contrattazione dei doveri poco pratico, genera attriti a mio giudizio, ed inefficiente.


postato da: amoleapi alle ore 30/11/2007 17:49 | Link | commenti (8)
categoria:amore
mercoledì, 28 novembre 2007
L’altro giorno stazionavo nell’atrio della piscina, in attesa, perché i miei figli hanno un corso di nuoto. Sorbivo un caffè d'orzo e sfogliavo distrattamente un libro di racconti di E.A.Poe.
Ma non leggevo, ascoltavo due donne che parlavano tra di loro.
Tutte due con ricci e lunghi capelli corvini, età sui quaranta anni, valutando sulla base delle prime rughette che si potevano scorgere sui loro bei visi.
Una diceva che le stanno cadendo tanti capelli in questo periodo.
Allora l’altra ha detto che ha sentito dire che a una certa età si fa la muta dei capelli, cadono per poi ricrescere, una faccenda simile a quella dei denti del giudizio.
E poi le ha detto che, comunque, a vedere la sua abbondante chioma, aveva pensato solo: "che bei capelli!".
postato da: amoleapi alle ore 28/11/2007 22:25 | Link | commenti (3)
categoria:
mercoledì, 28 novembre 2007
Lui ha perso la moglie da giovane. Quando ormai aveva sessantacinque anni ha iniziato una convivenza con una coetanea.
Pochi giorni fa lui ha avuto un ictus.
La convivente ha detto che non se la sente, se ne torna a casa propria, ha lasciato le consegne alla figlia.
 
Hanno trenta anni – una bambina di quattro anni, la mamma ha un male incurabile.
Lui è disperato e ha reagito cercando di farle vivere una vita da sogno.
Le compra gli abiti di alta moda che lei adora.
La porta in albergo a Venezia il sabato. Così la domenica mattina si svegliano lì.
Probabilmente , se ne avrà il tempo, si rovinerà economicamente.
postato da: amoleapi alle ore 28/11/2007 22:16 | Link | commenti
categoria:amore
martedì, 27 novembre 2007
Non ho mica capito cosa intendeva Cossiga l'altra sera durante quel programma televisivo dedicato all'oro dei Savoia.
Sembrava favorevole a restituire parte dei beni confiscati ai Savoia, in particolare quelli immobiliari.
In effetti è impressionante il costo annuo di mantenimento di quelle proprietà ex-Savoia dove risiede o può risiedere il Presidente della Repubblica.
Comunque in effetti i gioielli conservati nel caveau di Banca d'Italia si potrebbero anche esporre, finanziando
le misure di sicurezza con il prezzo del biglietto ai visitatori.

Comunque certi accadimenti ci dimostrano come certi fatti storici non sono poi così lontani da noi, visti i fantasmi che lasciano ancora in giro.
postato da: amoleapi alle ore 27/11/2007 21:47 | Link | commenti (3)
categoria:attualit
martedì, 27 novembre 2007
Dal titolo del post già si capisce come la penso.
Non capisco questa voglia di crescere velocemente, è così bella quell'età preadolescenziale in cui si può ancora giocare.
Io ho iniziato tardi a frequentare il genere femminile, e non me ne pento, a quell'età si andava via in bicicletta a pesca con gli amici, si giocava a calcio un giorno si ed uno no, in quella bellissima area sportiva che c'è a Udine vicino al campo di Rugby. Nell'altro giorno si e no si faceva allenamento di Rugby.
Per i rapporti con l'altro sesso c'è tempo.
Questo volere essere donna/uomo sempre più presto forse è dovuto ad insicurezza, ma, a mio avviso, la sicurezza di se stessi non si può trovare negli altri.
L'altra sera in Tv c'era una signora che diceva che la bambina di 12 anni in discoteca le fa tenerezza. A me duole il cuore invece quando vedo qualcuno che cerca di essere quello che ancora non è. Andai una volta, a 18 anni, in discoteca di pomeriggio, che delusione, tutti questi bambini e bambine che facevano vasche nella nebbia del fumo di sigaretta.
Io mi ricordo delle ragazze molto precoci che ho conosciuto, la vita ha dato loro molte più delusioni che agli altri, soprattutto amorose.
postato da: amoleapi alle ore 27/11/2007 17:38 | Link | commenti (8)
categoria:
lunedì, 26 novembre 2007
O meglio, quando leggo.
Apprezzo l'intelligenza nello scrivere, la bravura, il descrivere sentimenti e situazioni. Il che non implica necessariamente che anche lui avesse provato personalmente quei sentimenti.
Non penso che quello che scrive Shakespeare (o chiunque altro) sia quello che pensa.
Prendiamo Re Lear, mi  pongo questo dubbio:
siamo proprio sicuri che l'autore disprezzasse quelle persona come il Re, piene di sé, desiderose solo di essere adulate, irriconoscenti verso la figlia sincera? e se invece lui si immedesimava in Re Lear? se lo sentiva grande nella cattiveria? e se invece lo descriveva così perché i suoi lettori avrebbero apprezzato un tale personaggio? o se scriveva a fini didattici, per mostrare ai presuntuosi quali sono le conseguenze degli atti presuntuosi? o semplicemente si divertiva a burlarsi dei vizi e dei difetti delle persone?
Non mi interessa la vita privata dell'autore, mi interessano i suoi libri, il piacere che provo nel leggerli e anche gli insegnamenti che ne traggo a volte.
In ogni caso, quali fossero i motivi per cui Lui scriveva e quali siano i motivi per cui noi leggiamo le sue opere, sarà immortale il suo Genio.
postato da: amoleapi alle ore 26/11/2007 21:59 | Link | commenti
categoria:libri
lunedì, 26 novembre 2007
Non penso che possa esistere amicizia tra uomo e donna.
L'esperienza della mezza vita ormai trascorsa mi ha portato a pensare che l'uomo e donna che non si piacciono non parlano tra di loro, o al massimo parlano del "come fare cosa" tipico di una specie animale sociale dotata di linguaggio.
Se non c'è neanche la minima possibilità futura di un' evoluzione amorosa, gli uomini e le donne in età riproduttiva non parlano fra di loro.
Quindi l'amicizia, che consiste nel parlare all'altro dei propri sentimenti, non può esistere fra uomo e donna.
Se un uomo e donna sono amici, è perché uno dei due spera in qualcosa di diverso e l'altro approfitta della situazione.
Forse approfittano entrambi dell'altro mentendo sui propri veri fini.
Almeno sono pari.
postato da: amoleapi alle ore 26/11/2007 21:46 | Link | commenti (4)
categoria:amore, amicizia
domenica, 25 novembre 2007
Per me non è possibile.
Alla fin fine l'amore è prima un'alchimia dei sensi e poi anche del cervello, dacché siamo una specie sociale.
Ma d'altronde, il fine per cui la natura ha creato l'amore è pur sempre la riproduzione della specie.
All'inizio una persona ti piacerà fisicamente, ti piacerà la sua pelle, il suo profumo e poi anche come pensa, se ha il tuo stesso concetto di storia d'amore.
Sento che tante persone trovano l'amore su internet, in chat; in questa metodologia di approccio a mio avviso manca l'annusarsi iniziale tipico di tutte le specie animali, trovo la cosa difficile.
Non capisco neanche chi frequenta le chat erotiche o cerca quelle ragazze che si mostrano discinte al modico prezzo di una ricarica di cellulare o postepay. Per niente eccitanti.
Non mi fanno alcuno effetto le discussioni erotiche in chat o quelle dense di sottintesi, non le trovo né trasgressive, né eccitanti, proprio mi stanno indifferenti. :-D quando una volta, qualche anno fa, una (penso :-D, perché non si sa mai!) blogger provò a portarmi su questi discorsi, mi veniva da ridere :-D ehehehehehe, e poi non sapevo come congedarla senza offendere :-D.
Bho, sarò strano.
Hehehe, sempre stato strano! Yeaaa!
postato da: amoleapi alle ore 25/11/2007 14:56 | Link | commenti (15)
categoria:amore
domenica, 25 novembre 2007
Ho trovato un articolo che conforta le mie idee, più volte esposte sul mio blog, riguardo gli "incapricciamenti amorosi".
Lo so che la parola "incapricciamenti" non esiste sul dizionario di Italiano. Ma sul mio blog adoro usare espressioni vive, che rendano l'idea, che creino una simbiosi colloquiale con i lettori, come se fossimo seduti ad un tavolo, rilassati e liberi di esprimerci come ci piace e senza sentirsi controllati dal professore di turno; sono finiti i tempi della scuola, almeno per me. E poi io scrivo i miei post come li penso, cercando di essere sincero e semplice, senza filtri antispam, e poi scrivo mentre figli, moglie chiacchierano, parlano, mi chiamano in causa, mi chiedono qualcosa, insomma GIUSTAMENTE interagiscono con me, compreso il blog. E io dedico a loro più attenzione che alla corretta ortografia e grammatica, che vi garantisco di conoscere. E scrivo i miei post di getto, in poco tempo, che il padre di famiglia non ha tanto tempo libero, per fortuna.
Dopo questa estemporanea polemichetta con chi a volte ritiene di avere il diritto di correggermi, proseguiamo con il "tema".
L'articolo è sul settimanale del Corriere della Sera , "Donna", di ieri: riguarda amori difficili. Leggendo gli articoli di questo settimanale quasi quasi sorge il dubbio che abbiano copiato il mio blog ;-D, o che forse per sia il caso di lasciare il lavoro bancario sulle pratiche di fido per andare a fare il giornalista.
Il caso citato è quello, in pratica, di chi lotta con tutte le forze per acquisire o mantenere un amore. E l'altro non è convinto.
Quando lui/lei lotta per avere la persona amata, e l'altro sembra non collaborare.
Quando una persona ti lascia e tu lotti per riconquistarla.
Con queste metodologie:
- magari ti fai amici i suoi amici
- tormenti i tuoi amici con le tue sofferenze amorose
- ti fai amici i genitori di lui/lei, loro magari ti telefonano a sua insaputa per confortarti e per dirti che sei la persona giusta per loro figlio/figlia (!!), che non vuole mettere la testa a posto
- insisti con lui per sapere perché ti ha lasciato o perché non ti ama (nella speranza di convincerlo del contrario)

Alla fine di tutto, magari ci vogliono mesi, magari anni, lui/lei cede, ed allora
... all'improvviso, ti rendi conto che lui non ti interessa veramente, l'hai fatto solo per orgoglio, per dimostrare di valere, di essere capace di sedurre, ma non lo/la ami.
A questo punto, penseremo, dovrebbe essere finita la storia, ed invece accade che l'innamorato incapricciato a questo punto diventerebbe lui/lei lo stronzo inveterato.
Oltre alla fatica ed anni sprecati, farebbe una figuraccia con tutte le persone che lo/la avevano sotenuto/a, ed allora decide di vivere con l'altro, di sposarlo anche se non lo ama. Ovvio che poi un matrimonio/convivenza basato su questi antefatti abbia poche possibilità di durare.
Dal settimanale in questione vi riporto queste frasi, che mi sono piaciute molto:
"è facile amare qualcuno quando le cose vanno male, se è lontano, se devi spiarlo, vedere se va con l'altra"
"ma quando ce l'hai in casa, con le pianelle, va tutto bene e non ti stufi: lo ami di vero amore"
Per inciso il vero amore per me è quello che nasce immediatamente e spontaneamente in tutti e due (anche se poi il corteggiamento dell'uomo verso la donna è poi assolutamente necessario), quando l'altra persona ti sembra di averla conosciuta ed amata in mille altre vite prima di questa.
E' un amore che nasce dal corpo e dalla parola e dai sentimenti, attivi tutti contemporaneamente.
postato da: amoleapi alle ore 25/11/2007 14:26 | Link | commenti (4)
categoria:amore, attualità
giovedì, 22 novembre 2007
L'altro giorno, a pranzo, in tavola, davanti a me c'era una coppia di fidanzati.
Alla loro destra i genitori di Lei.
Ad un certo punto i due ragazzi parlano della sera prima, non ho capito di cosa, ed un certo punto Lui se ne esce con un clamoroso e ben udibile, anche dai di lei genitori:
"Ho dormito benissimo ieri notte!"
Da come lo ha detto, dall'aria estremamente soddisfatta, era ben intuibile cosa intendesse.
Da sotto il tavolo ho sentito come un rumore, un forte TOC!
Secondo me la ragazza ha colpito con la punta della scarpa la tibia del fidanzato.
ehehehehehehehe.
Comunque la ragazza ha circa trenta anni.
E forse il titolo che ho dato al post è sbagliato, perché non c'era niente da fraintendere.

A pensare alla scena mi viene da ridere, non riesco a trattenermi.
Ciao a tutti, peace and love!
postato da: amoleapi alle ore 22/11/2007 18:33 | Link | commenti (9)
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