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mercoledì, 30 agosto 2006
Avevamo lavorato assieme per alcuni anni, poi Lui si è trasferito ad altra azienda.
Dopo tanto, oggi, ci siamo incontrati.
A Villa Manin di Passariano.
Di primo acchito ci sembrava strano e ci guardavamo con una strana espressione.
Una birra io e un gingerino Lui, la familiarità di una volta, ritrovata.
Poi richiamati a casa dalle rispettive mogli, un saluto e via.
Strano però.

Una foto per Voi (grandine e temporali qui in Friuli):


postato da: amoleapi alle ore 30/08/2006 21:38 | Link | commenti (6)
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martedì, 29 agosto 2006

Mi ha veramente fatto ridere a crepapelle.

Non è nuovo, in effetti è del 1994, l'autore lo ha scritto mentre era impegnato nella redazione della tesi di laurea.

Cattivo,  tagliente e ricco di parolacce.

Ha un pregio: il libro ti fa entrare nella vita del protagonista facendoti dimenticare di tutti i tuoi problemi.

Inizia cosi’:

Le salmandre sono capaci di tornare nella loro tana con una precisione sorprendente. Se le prendi e le porti oltre una montagna, quelle se ne tornano a casa.

Io no. Io mi perdo. Soprattutto quando bevo”.

Il protagonista è il titolare di un negozio di pesci ed acquari cui viene diagnosticato un incurabile tumore terminale ai polmoni, pochi mesi di vita. Si butta nel bere.

E’ assente di già dalla vita.

Malgrado tutto cucca, come un novello Valentino, delle gnocche bestiali.

Una donna che “ha gli occhi di un blu esagerato e i capelli biondi tagliati a zero”:

“Tu che fai quest’estate?

-        Muoio.

Lei si mette a ridere

-        Si ho un cancro. Ho pochi mesi di vita, a ferragosto dovrei aver stirato le gambe.

Lei mi si appiccica addosso e ride. Anch’io adesso me la rido sotto l’effetto dell’Absolut”

(censura)

Poi va a Dheli per costruire l’acquario più bello del mondo (dopo aver avvelenato con il mercurio tutti i pesci del suo negozio, per non lasciarli a morire di fame). A Dheli riscopre la gioia di vivere.

In realtà la committente dell’acquario di Dheli non esiste, è un trucco di sua madre per salvarlo.

Facendogli trapiantare i pezzi da strapparsi dal corpo di un poverello indiano.

Ma Lui non vuole e scoppia una folle, vertiginosa da leggere e divertente, e vittoriosa sfida con il chirugo pazzo ed i suoi scagnozzi.

La fine del libro per chi non lo comprerà:

 

non verrà operato con i pezzi degli indiani, ... ma, sorpresa, ci sarà il lieto fine:

“Mi dispiace per voi, ma sono ancora qua, attaccato a questa vita come una cozza agli scarichi delle fogne. ... Vivo in un’enorme vasca , nell’acquario municipale di Berlino. Ho delle bellissime branchie filiformi intorno alla testa” (trapiantate dal professore pazzo che si è pentito, anche se non si diverte più come una volta).

“Alle volte mi sembra di essere davanti alla televisione, quando vedo i bambini, le mamme, i vecchi che mi guardano da fuori con i loro occhi enormi e distorti, quando poggiano il naso sul vetro. Allora incerto e turbato mi nascondo nella mia tana, tra gli scogli, a riposare.”

postato da: amoleapi alle ore 29/08/2006 21:34 | Link | commenti (5)
categoria:libri
domenica, 27 agosto 2006
E' morta a Luglio, aveva 38 anni.
E' affogata alla foce del Tagliamento.
Aveva  passato la giornata in albergo (poco distante da casa sua l'albergo) con un quarantanovenne.
Poi erano andati al mare, ma non in spiaggia, alla foce del fiume.
Bellissima, splendida ragazza, era, a 17 anni ed anche di normale rendimento scolastico.
Aveva un bar.
Era bella, magra, slanciata.
Venne illusa di fare la fotomodella.
Da una agenzia di Venezia, i soliti avvoltoi.
Le dissero che non era abbastanza magra.
Fu preda dell'anoressia.
Pesava alla fine 26 kg., andò in coma, fu ricoverata in manicomio ed alimentata artificialmente.
Sopravvisse, ma con gravi danni al cervello, tant'è che le venne riconosciuta l'invalidità al 100%.
Pensione di 400 euro al mese, non ragionava più però.
Viveva tra un bar e l'altro, a superalcolici.
Le era rimasta l'ossessione per gli abiti di alta moda, ne acquistava spesso.
Di Lei rimane, nella mia mente, l'immagine di un'orribile foto sul giornale, il viso sfatto, le labbra siliconate.
postato da: amoleapi alle ore 27/08/2006 14:30 | Link | commenti (11)
categoria:
domenica, 20 agosto 2006
Sabato mattina, visto che il tempo era un po' incerto, abbiamo cambiato i piani fatti, niente mare, si va in grotta.
Le grotte di Villanova delle Grotte sono in Friuli-Venezia Giulia, nella alta val Torre, sopra Tarcento.
Site ad una altezza di circa 600 mt. sul livello del mare.

Questo è il sito internet:

www.grottedivillanova.it
Una mia foto, se volete vederne altre non dovete fare altro che andare sul mio sito su flickr che trovate come primo dei link.

www.flickr.com/photos/lovethebees/




Ne è valsa la pena, molto belle le grotte, le stalattiti, le stalagmiti, le colonne, le fette di prosciutto e le formazioni chiamate budini.
E' stata una bella camminata, lunga ed un po' faticosa.
Ad un certo punto si affronta una galleria dove un adulto deve procedere carponi, uno alla volta.
Devo dire che un po' di impressione mi faceva, ho iniziato a pensare "e se viene un terremoto e facciamo la fine del topo?". Poi ho rimosso il pensiero. Dal cunicolo si giunge in una stretta stanza dove tutta la comitiva si è riunita come in un ascensore e poi ritorno uno alla volta, velocemente eheheh.
Pranzo vicino alla biglietteria, io tagliatelle al cervo e frico, mia moglie solo frico, i figli pasta al ragu', in tutto abbiamo speso 36 euro.
Cameriere vistosamente gay che faceva la corte ad un tedesco ad un altro tavolo, parlando anche in francese.
In cucina una ragazza asiatica.
Bello anche il paese lì vicino, anche se effettivamente è una zona un po' fuori mano.
Poi sul torre a prendere il sole un'oretta.
Ciao a tutti.
postato da: amoleapi alle ore 20/08/2006 21:01 | Link | commenti (20)
categoria:ambiente
venerdì, 18 agosto 2006
Oggi ho smontato dal lavoro alle 17.00, e subito dopo siamo andati a fare il bagno a Lignano.
Siamo arrivati in spiaggia alle 18 circa, c'erano tantissime persone sul bagniasciuga.
Il sole non è durato molto, però l'acqua era bella calda e ricca di onde a cavalloni.




A controllare i figli in mare il tempo è volato.

E poi siamo rimasti a godere del panorama fino a buio.




Mare anche domani, adesso vado a nanna, mi mancano le forze, ciao a tutti!
postato da: amoleapi alle ore 18/08/2006 22:30 | Link | commenti (8)
categoria:
mercoledì, 16 agosto 2006
Il Giovedì 13 luglio 2006 si è tenuto al Lago Superiore di Fusine un suggestivo concerto di musica celtica per voce ed arpa.



C'erano le bravissime Eliana (canto ed altri strumenti celtici) e Katia Zunino (arpa celtica)  , e a raccontare storie di streghe , benandanti e folletti c'era Paolo Paron.
Musica scozzese, irlandese e bretone..
Bellissima voce della cantante, bellissima musica.
Bisogna dare atto alle interpreti di avere continuato il concerto anche se pioveva, anche a possibile danno dei preziosi strumenti musicali celtici.

Ecco il sito internet:
http://www.katiazunino.com/chisono.htm



Il concerto è iniziato all'imbrunire, lontano dal rumore.
A 500 mt. dalla strada sterrata, in una landa desolata, sulla riva di un lago, sotto un albero trifusto, malgrado una infernale pioggerellina (però devo dire che ben si addiceva al concerto), un manipolo di coraggiosi ascoltava al buio pesto.
C'eravamo anche noi con i bambini.
Per ripararci dalla pioggia, ho fatto una specie di tenda, accostando ad un sasso i nostri ombrelli.
Molto bello, molto scenografico.
Sono stato molto contento dei bambini (hanno 8 e 6 anni quasi), anche a Loro è piaciuto il concerto, anche se alla fine avevano un po' di "strizza" per le storie di streghe.
Rientro nel buoi più assoluto attraverso il prato, non si vedeva niente, ho guidato io la tribù, vantandomi di avere fatto l'alpino eheheh.
Poi bimbi a nanna e spuntino con Wurstel austriaci, kren e paninetti con i cereali.

Ciao a tutti.
postato da: amoleapi alle ore 16/08/2006 22:26 | Link | commenti (7)
categoria:musica, celtica
martedì, 15 agosto 2006

Oggi grigliata davanti a casa.
Mai momento più tranquillo.
Il paese più deserto del solito.
I figli hanno portato il tavolino abbasso mentre cuocevamo la griglia.
Ed allora via di forchetta togliendo un pezzo alla volta dalla piastra.
ciao a tutti.
postato da: amoleapi alle ore 15/08/2006 14:21 | Link | commenti (12)
categoria:
domenica, 13 agosto 2006
postato da: amoleapi alle ore 13/08/2006 14:47 | Link | commenti (16)
categoria:
sabato, 12 agosto 2006
Una fiaba, protagonisti sono dei giornalisti e due adolescenti che si recano in Africa per un reportage.
Libereranno una tribù di pigmei dalla schiavitù di un tiranno che finge di essere uno stregone per rubare l'avorio degli elefanti.
Il libro usa e moltiplica gli stereotipi della fiaba (oggetti magici, aiutanti, etc...)
Sicuramente fantasioso, il libro, ma lo trovo poco originale e troppo ricco di situazioni già lette in altri libri (i pigmei, gli animali totemici, i due ragazzini capaci di parlare agli spiriti, di trasformarsi, di parlare agli animali ... e troppe altre cose).
Non mi è piaciuta la lettura, mi ha lasciato insoddisfatto.
postato da: amoleapi alle ore 12/08/2006 10:29 | Link | commenti
categoria:libri
giovedì, 10 agosto 2006
Non ebbi un'infanzia felice, oddio a dir la verità neanche infelice;
se dovessi definirla in qualche modo la direi stressante.
Quando i genitori non sono in sintonia si vive la gioventù come in un sogno, un po' privati delle gioie della vita, ci si sente sempre in pericolo e assenti da se stessi.
Almeno io.
Di conseguenza oggi non amo il mare.
Ci andavamo spesso.
Ma la mattina prima di partire i miei genitori urlavano più del solito.
Oggi, mentre giocavo con i figli a calcio nel campo dell'oratorio, pensavo:
Pensavo che dopotutto ci sono stati anche momenti piacevoli.
A Lignano, la mattina appena alzati le rosette morbide e fumanti, appena prese in panificio da mio padre, un velo di burro e la marmellata di ciliegie fatta dalla mamma.
Il colore viola-azzurro dei tramonti sul grigio mare.
Le amiche Gigliola e Patrizia (ricordo ancora quando Gigliola a 16 anni mise un costume olimpionico bianco, quando uscì dal mare, sapete cosa succede al costume bianco, desiderai per la prima volta una donna).
I granchi da catturare.
E poi l'evento più bello, la mattina dopo un forte temporale e conseguente mareggiata.
Il cielo grigio, il vento freddo, ma che ti fa sentire vivo come non mai, passeggiare sul bagniasciuga, e scoprire un cespo di cozze, raccoglierle un momento e sentirne il profumo di mare.
Una spugna gialla, delle alghe galleggianti.
Delle conchiglie mai viste. Un osso di seppia.
Una medusa molle con l'interno blu elettrico.
Le onde che si infrangono sprezzanti e basse sulla spiaggia per poi ritirarsi sfuggenti.
Mi fermo tra la sabbia e l'onda, lascio che i piedi sprofondino nella sabbia.
Mi piace sentire scorrere, lievi, i granelli di sabbia.


postato da: amoleapi alle ore 10/08/2006 21:54 | Link | commenti (6)
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