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domenica, 30 luglio 2006
Poco pubblicizzato, nei pressi di Tarvisio c'è un enorme tiglio di 300 anni di età circa.
Le foto sono nei due post sottostanti.
Il Tiglio di Ortigara ha altezza di mt. 24 , circonferenza mt. 9,60.
Dicono che Napoleone abbia dormito sotto il tiglio in questione, o che almeno sia passato lì attorno.
Come raggiungerlo, la strada più facile è da Tarvisio prendere per la Slovenia, all'altezza del campo sportivo di Tarvisio, poco dopo vedrete un sottopasso, poco prima ci sono le indicazioni per Rutte/Ortigara, seguite la strada tra i boschi fino ad una biforcazione a T della strada, dove vedrete delle casette, girate a destra per il paesino sempre diritti, passate una strada sterrata, ad un certo punto trovate una sbarra di legno, subito dopo prendete a sinistra per i prati, lo vedrete alla vostra destra (se non siete sicuri chiedete a qualcuno del luogo, sono cordiali).
Se volete fare delle foto sull'albero, dove ho messo il mio cagnetto Morgana, occhio! nel tronco principale, quest'anno c'è un nido di calabroni a circa due metri di altezza, non sono animali cordiali, tenete la larga, attaccano se vi avvicinate a meno di 1-2 metri da loro, in tal caso abbiate gambe e fatevi una bella corsa.
I prati sono molto rilassanti, vale la pena farci un giretto.

postato da: amoleapi alle ore 30/07/2006 22:35 | Link | commenti (6)
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domenica, 30 luglio 2006
tiglio ortigara1
postato da: amoleapi alle ore 30/07/2006 22:25 | Link | commenti (2)
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domenica, 30 luglio 2006
postato da: amoleapi alle ore 30/07/2006 22:21 | Link | commenti (4)
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giovedì, 27 luglio 2006

C'era una volta un paesino sito  in mezzo alle montagne.

Era interamente circondato da boschi e attraversato da un fiume dall'acqua profonda e veloce. Vi vivevano numerose famiglie con i bambini piccoli.

Tutti i genitori avvertivano sempre i propri figli di evitare di avvicinarsi all'acqua. Infatti nel fiume viveva il pesce tronco, animale acquatico delle dimensioni di un pino secolare, perennemente affamato e che ghermiva tutti gli esseri viventi che cadevano nelle acque.

Inoltre tutti i papà ammonivano i bambini a non inoltrarsi nel bosco. In quanto tra gli alberi si aggirava furtivo il filugello mangiabambini. Un orrendo e grosso bruco che si nutriva di bimbi persi, e una volta digeriti produceva delle strane tessiture sericee con l'immagine delle sue prede.

Un bambino, più coraggioso o più incauto degli altri, un giorno decise di andare a pesca sul fiume. Lui credeva che i mostri di cui gli aveva parlato il papà non esistessero, ma che trattavasi solo di una burla per tenere tutti i bimbi in casa.

Scese attraverso il ponte sulla riva del fiume opposta a quella dove era sita la sua abitazione. Aprì la canna da pesca, innescò un bel ragno che aveva catturato nel prato durante il percorso e lanciò il tutto nel fiume sperando di catturare una bella trota.

Invece abboccò qualcosa di enorme. Dopo una lunga lotta, il pesce, stremato dal dolore provocatogli dall'amo, si lasciò trascinare vicino alla riva.

Il bimbo lo vide, e riconobbe in lui la descrizione che gli era stata fatta del pesce tronco. Si preparò ad uccidere il pesce raccogliendo una grossa pietra. Ma all'improvviso il pesce tronco parlò:

"abbi pietà di me, sono solo un pesce tronco che deve pur mangiare per vivere, se mi lasci libero ti prometto che non mangierò mai più alcun essere umano"

Il bimbo non trovò il coraggio di ucciderlo, tagliò la lenza e lo liberò.

"Grazie" disse il pesce tronco "sarò per sempre tuo debitore della vita"

Il bimbo smise di pescare, visto che si faceva sera, e decise di tornare a casa. Però nella lotta con il pesce si era spostato dalla posizione originale e non si ricordava più della strada per tornare a casa.

Vide un sentiero che si inoltrava nel bosco e lo affrontò a malincuore, perchè adesso sapeva che il papà gli aveva detto la verità, e che quindi anche il filugello esisteva.

Fatti pochi passi nel bosco infatti vide l'orrido bruco filugello mangiabambini che si avventava per prenderlo.

Il bimbo si mise a correre, ma nel bosco si vedeva poco e il sentiero era assai scivoloso.

Riuscì comunque ad arrivare sulla riva del torrente. Ma il filugello era sempre più vicino a lui. E poi non sapeva più dove andare perchè il fiume interrompeva la strada.

Ma all'improvviso vide emergere il pesce tronco. Il pesce si mise a mo' di ponte tra una riva e l'altra, grazie alla sua notevole lunghezza. Non c'era scelta, il bambino ci passò sopra e , incredibile, il pesce rimanette lì finchè il bambino arrivò dall'altra parte.

Il filugello si lanciò sull'insperato ponte, che vide comparire davanti a se.

Ma all'improvviso il pesce tronco si immerse.

Allora, il filugello, che non sapeva nuotare, cadde nelle acque vorticose ed affogò.

Da quel giorno non si vide mai più neanche il pesce tronco, e nel paese tutti poterono vivere tranquilli e felici.

postato da: amoleapi alle ore 27/07/2006 00:36 | Link | commenti (18)
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mercoledì, 26 luglio 2006

Lucciola, appare,
e, in un lampo, scompare,
vivere


Lucciola, la luce, il buio,
perchè sfruttare,
sfruttarsi?

postato da: amoleapi alle ore 26/07/2006 18:32 | Link | commenti (3)
categoria:poesia
lunedì, 24 luglio 2006
Luminescenti nate,
nel mare notturno
annaspano.

Squillanti note,
nel notturno spartito
non affogano.

Ardono vive
,
nel magma nero, gemme
luminescenti.

postato da: amoleapi alle ore 24/07/2006 22:51 | Link | commenti (7)
categoria:
domenica, 23 luglio 2006
Luminescenti create,
nel mare notturno
nuotano.

postato da: amoleapi alle ore 23/07/2006 19:33 | Link | commenti (6)
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sabato, 22 luglio 2006
3/7/2006 appena arrivati in vacanza sulle Alpi Giulie.
E' notte, tantissime lucciole davanti alla porta di casa, nel prato e anche nel bosco di pini. Penso di non averne mai viste tante tutte assieme.
Ho scritto questo , manca la foto perchè non è riuscita, eppure avevo regolato la digitale su LUCE FLUORESCENTE.

Casetta isolata nei verdi boschi,
la notte è buia come mai
ebbi a vedere in pianura;

Viaggiano evanescenti nell'aria densa
        decine di lucciole
foglie luminose, turbinanti, strappate da un improvviso folle refolo;

Come frammenti di materia
illuminati dai fari potenti
di un batiscafo degli abissi,

cos'altro scoprirò
in questa profonda perenne notte?

(ero un po' stressato, non so se capita anche a Voi, i primi giorni di vacanza, forse per il crollare di quel ritmo frenetico che ci permette di sopportare lo stress lavorativo, mi sentivo un po' distrutto, e ho avuto un notevole attacco di cervicale, comunque ho scritto ugualmente).
Ciao a tutti, son tornato, tutto bene.
Ma che caldo!
Metto allora una foto che ho fatto mentre avevo le estremità inferiori a bagno nella fredda acqua:

pino

postato da: amoleapi alle ore 22/07/2006 18:42 | Link | commenti (11)
categoria:poesia, ambiente
sabato, 01 luglio 2006
Assente da questo spazio virtuale,
Ma non dovete averne a male,
Sono in vacanza, non al mare
Sulle alte vette anche si sale,
Se Giove Pluvio mi vorrà risparmiare.
 
Sapete com'è, vorrei riposare,

Ma, se volete, mi potete aspettare,
A fine mese dovrò ritornare
.



Tantissimi saluti a tutti gli amici da Massimiliano e famiglia.
postato da: amoleapi alle ore 01/07/2006 22:24 | Link | commenti (10)
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