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venerdì, 30 giugno 2006
Gli Epica sono un gruppo di Gothic Rock. Branca del Metal che fa uso di parti orchestrali e la cui cantante è di solito una splendida ragazza nordica dalla bellissima voce.
Il Cd in questione toglie tutte le parti metal dalla musica lasciando solo le parti orchestrali.
Manca anche la voce della cantante.
In grandi linee le 20 canzoni sono tutte pensate come delle colonne sonore per film, ispirandosi un po' a Morricone ed un po' a atmosfere stile il Signore degli Anelli.
Il risultato, per me, per i miei gusti è abbastanza noioso e ripetitivo, a questo punto preferisco ascoltare i grandi della musica classica.
Ascolterò il CD in macchina al massimo per rilassarmi.

Una foto della cantante, proprio splendida, che capelli di fuoco e che viso triangolare!, mi fa tremare le gambe di tanto che è bella (scaricatevi un video se avete la ADSL):



E gli occhi, puro lago ghiacciato d'inverno:


Adoro il gothic metal, mi piacciono le esperienze multisensoriali, mi piacciono da impazzire le donne, musica ed immaginazione!
Solo immaginazione eh!
Ciao a tutti.
postato da: amoleapi alle ore 30/06/2006 21:01 | Link | commenti (8)
categoria:musica
giovedì, 29 giugno 2006
monti

Se tutto va bene, domenica sarò da tutt'altra parte del Friuli.
Tornerò dopo il 22 luglio.
Mi mancherete.
Le marmotte non parlano molto.
Marmotta

Ciao a tutti !
postato da: amoleapi alle ore 29/06/2006 22:58 | Link | commenti (3)
categoria:
martedì, 27 giugno 2006
Abbiamo intrapreso l'allevamento di tre bruchi di baco da seta  portati a casa da mio figlio che era in gita in una fattoria didattica a Varmo.
Li abbiamo nutriti con fresche foglie di gelso bianco rubate in un orto perso tra i campi.
Si dice che dai non belli bruchi nascano delle splendide farfalle, un po' come il brutto anatroccolo diventa bellissimo cigno bianco.
Bhè in questo caso devo dire che era più bello il bruco!
L'addome inconsistente e stranamente bombato, il colore bianco grigiastro della peluria, le ali tutte stropicciate e per niente diverse dal corpo.
Dicono che sia incapace di volare.
Incredibile, all'uomo almeno, come madre natura abbia dato a tanto brutto animale la capacità di filare lo splendido filo della seta.
Come se avesse voluto ricompensare il bombice in qualche modo, cercando di ricostruire un equilibrio.
postato da: amoleapi alle ore 27/06/2006 21:47 | Link | commenti (8)
categoria:
mercoledì, 21 giugno 2006
L'anno scorso ho prodotto il 30% di miele in più rispetto all'anno precedente.
I prezzi all'ingrosso sono diminuiti di oltre il 30% (al supermercato invece continuano ad aumentare stranamente).
Ma che senso ha sudare e faticare per arricchire i grossisti?
Quest'anno mi volevo prendere una rivincita, ho ridotto gli alveari per produrre di meno, del 30% ovviamente, perchè è un numero divisibile per tre.
Le bestioline pungenti hanno sadicamente prodotto la stessa quantità di miele dell'anno scorso, forse per punirmi del fatto di aver aperto le loro casette in aprile quando faceva freddo.
Mha! forse era meglio comprare un bel campo e provare a seminare dei  rifiuti tossici.
(non lo farei mai , onestà costituzionale!). Ciao.
postato da: amoleapi alle ore 21/06/2006 21:15 | Link | commenti (9)
categoria:
mercoledì, 21 giugno 2006
Consegnati i soldati n. 12337 e 1746664 per tre giorni terrestri.
Nel salotto del punto caldo conquistato recentemente, di fronte a quella azzurro luminescente scatola a tubo catodico, avevano sottratto il bianco, candido come lavato nella soda caustica, teschio del terrestre  e giocavano ad uno sport che i terrestri chiamano Calcio.
Altre notizie a riguardo di quello sport lasciano intendere una certa pericolosità sovversiva a fini politici del gioco, e capacità d'inviluppare le formiche in tele di ragno.
E per di più quando un giocatore italiano è stato espulso, il teschio ha fatto come un soddisfatto ghigno.
Improvvisamente i neuroni conservati nella soluzione ski123 sembravano pensare "oilà! i calciatori italiani almeno hanno le palle!".
Cosa vuol dire?,  la palla ce l'hanno!, la usano per giocare! passerò il problema alla sezione decrittazione linguaggi alieni.
L'espressione del simulacro scheletrico umano non mi è piaciuta per niente.
Ho riportato il teschio al suo posto sopra la cassapanca, sinceramente mi ossessiona.
Sembrava parlare, come a dire essere è un dilemma, non essere è niente o cosa?
Non riesco a decifrare neanche questo messaggio.
Tanto dovevo al mio comando per oggi, Vostro fedele Servo,
Il perplesso Comandante dell'esercito d'invasione del Pianeta Terra,  21/06/2006.

postato da: amoleapi alle ore 21/06/2006 11:03 | Link | commenti (3)
categoria:
domenica, 18 giugno 2006
Ho finito di smielare, circa 400 kg di acacia su 15 alveari.
Mi sono dimenticato di guardare la partita del Brasile, acc.....!
però adesso mi sento più a cuor leggero!
Mia moglie è in camera, al piano di sopra...
no non pensate male, non è in baby doll...
sta affrontando , ehehehe, una terribile invasione, di orrendi insetti,
tutti i vetri ne sono ricoperti, saranno un centinaio,
feroci, velocissimi, non se ne erano mai visti di questa qualità,
catturati una decina di essi,
referto dell'autopsia:
ORRORE! son formiche alate, ohimé!
le donne ...
pensano che quattro insettini possano essere pericolosi ... eheheheh
....
Ma, ma, cosa c'è dietro allo schermo LCD del PC?,
chi mI guarda!
cosa mi guarda!
QUANTE COSE MI GUARDANO!
formiche alate? così grandi?
così tante?
così veloci?

haaaaa!
nooo!
BZZZZZZZZZZZZZZZZZ
ZBBZBZBZBZBZBZBBZBZ
BBBBBBZZZZZZBBBZZZZZZZZZZZZ
(GNAM!)

Diario di bordo dell'astronave del pianeta Alfa Formichis:
Abbiamo appena conquistato uno strumento di trasmissione dati assai rudimentale, questi terrestri sono un popolo assai involuto rispetto a noi Alfa Formichiani, ho decifrato il loro linguaggio da quattro sinapsi di quell'individuo che abbiamo appena divorato, presumibilmente sordo, perchè non è intervenuto all'avviso di pericolo di altri esseri della sua specie,
Incredibile, aveva solo quattro sinapsi, troppa TV ha guardato!

Chiunque sia in ascolto..... tremate!  ....  stiamo arrivando!

Il comandante dell'esercito delle Alfa Formiche!
postato da: amoleapi alle ore 18/06/2006 21:51 | Link | commenti (5)
categoria:apicoltura
giovedì, 15 giugno 2006
Qualcosa t'ha sfiorato la guancia, il piede e la punta delle dita;
la tediosa sciarpa di sonno, alla deriva
nel pomeriggio. Da un lato una lucertola
scocca da una roccia rossa nell'ombra;
dall'altro uccelli s'alzano nell'inveterato rigoglio blu.
Luglio e l'olivo è una silhouette. Il lago
scrolla le scarpe e continua
a sbattere le palme sull'umida argilla, continua
a lavare i suoi panni. Sotto
il lampo d'argento-pesce delle foglie d'ulivo, papaveri
s'allungano con quell'unico occhio buono, e non fanno
nulla; le api trascinano il loro sonno giallo.
Piccoli piaceri: borsaiolo del povero, tagliagole del ricco.
Sgranatura... e allora? Siamo solo di passaggio.
(Charles Wright)
 - Dalla rivista Poesia di questo mese. -

Neve
Se noi, come siamo, siamo polvere, e la polvere, com'è certo,
  risorge,
allora risorgeremo, e ci raduneremo
nel vento, nella nuvola, e saremo il loro effluvio,

una cascata di cose nella cascata del mondo, e scivoleremo
fra i rami puntuti e le giunture schiantate dei sempreverdi,
formiche bianche, formiche bianche e le piccole nervature.
postato da: amoleapi alle ore 15/06/2006 22:18 | Link | commenti (12)
categoria:poesia, apicoltura
domenica, 11 giugno 2006

zonaidrovora
Oggi per completare la distruzione totale da fine settimana era d'obbligo un'uscita solitaria in mountain bike.
L'unica cosa che mancano sono le montagne, ho fatto un giretto nel bosco e sugli argini della bonifica.
L'aria era frizzantina, per essere a metà giugno, ma non si stava male all'aria aperta.
Silenzio. Pochi incontri, altri appassionati di bicicletta, un paio di ragazzi che facevano footing. Un leprotto.
Sono andato fino all'inizio della zona dei canneti.
Qui tutti hanno la loro barchetta parcheggiata nei canneti, quella visibile nella foto è un cacciapesca, molto adatta alla zona, rimane difficilmente in secca in queste zone dove i banchi di sabbia sono molto insidiosi.
Le barche più grandi di così possono uscire solo con l'alta marea.
Non si vede il mare dall'argine, ci sono infiniti canneti con canali al loro interno, a non conoscere la zona ci si perde facilmente.
barcalaguna
postato da: amoleapi alle ore 11/06/2006 22:22 | Link | commenti (11)
categoria:
domenica, 11 giugno 2006


O almeno come smiela l'hobbista come me.
Vi raccontavo che avevo prelevato i melari dagli alveari, ovviamente visto che ci sono ancora delle fioriture li ho sostituiti con degli altri melari.
In effetti per ogni alveare sarebbe bene avere tre melari. Uno si mette per il tarassaco nel mese di aprile quando è assai difficile fare tanto miele, ai primi di maggio si toglie e si mettono al suo posto gli altri due.
Si smiela il primo melario e si mette sopra gli altri due verso fine fioritura della acacia, qualche alveare arriverà a produrne tre.
Poi i primi di giugno si tolgono i melari, quelli vuoti si rimettono alle api, SE NON BASTANO SI SMIELERANNO IN FRETTA E FURIA QUELLI OCCORRENTI.
I favi del melario li troveremo quasi completamente OPERCOLATI, e cioè con tutte le cellette tappate con cera.
Quando il numero delle cellette opercolate supera il 70% è un chiaro indizio che il MIELE E' MATURO.
Il fatto che sia maturo è importante perchè il miele si conserva bene solo quando l'umidità contenuta nello stesso è inferiore al 18% circa, altrimenti rischierebbe di fermentare.
Si appoggiano i telaini sul banco per disopercolare , un cui dettaglio vedete nell'immagine.
Con la cosiddetta FORCHETTA (quella con il manico rosso e tutto imbrattato di propoli appiccicosissima e che si stacca solo con l'alcool) o con un COLTELLO apposito (ne esistono anche di riscaldati elettricamente o addirittura delle macchine che funzionano sul principio di una sega a nastro, che rendono molto veloce il lavoro), si tolgono i tappini dalle cellette del miele.
Ovvio che serve anche OLIO DI GOMITO ! EHEHEHEH

smielatore motorI favi disopercolati poi si mettono nello smielatore.
Il mio è uno smielatore elettrico, ne ho anche uno vecchio a manovella, uso anche quest'ultimo perchè mi diverto tantissimo a girare la manovella.
Si chiude il coperchio, si accende il motore (non parte se non hai chiuso il coperchio, perchè ha una sicura elettrica contro gli infortuni) e il cestello interno inizia a girare, prima a media velocità, poi agendo sui comandi, si mette la velocità  al massimo per togliere più miele possibile dai telaini.


filtro
Il miele si scarica dallo smielatore attraverso un rubinetto a taglio situato in basso.
Con un secchio in plastica apposito si versa poi il miele nel MATURATORE, una botte in inox come quelle usate nelle cantine vitivinicole.

Sopra al maturatore c'è un filtro che impedisce il passaggio nel maturatore delle impurità staccatesi dai favi, come cera e pezzetti di api o pezzetti di legno.
Il miele passa attraverso il filtro.
E' meglio smielare quando fa caldo, così il miele è più liquido e facilita sia il lavoro dello smielatore che il passaggio del miele stesso attraverso il filtro.
miele in maturatoreEt voilà! fino a riempimento del maturatore.
Nel maturatore il miele rimarrà un mese circa.
Ciò in quanto, come si dovrebbe vedere dall'immagine, c'è ancora della cera finissima in sospensione all'interno del miele.
Ma dato che la cera è più leggera del miele, affiorerà , piano , piano, vista la densità del miele, come l'olio sull'acqua.
Passato il fatidico mese avremo in cima un centimetro di cera a galla.
Ovviamente c'è un rubinetto a taglio sul fondo del maturatore, dal quale potremo invasettare il nostro miele.
Di questo parleremo e farò le foto in seguito, tutto in diretta come al solito.
Ciao a tutti.
postato da: amoleapi alle ore 11/06/2006 16:56 | Link | commenti (4)
categoria:apicoltura
venerdì, 09 giugno 2006

I polpastrelli scorrono,

lenzuola profumate

non solo di fresco bucato,

ma di due corpi fatti uno;

inimmaginabile creazione,

l'essenza atavica,

vaniglia, cannella, peperoncino

alloro, salvia, origano , menta piperita;

la fonte dell'oasi è prodiga,

le radici dell'albero attingono l'acqua,

la mano del Creatore scorre

su infinite

dune di sabbia finissima,

su seta profumata di crema;

e ,dopo i bagliori

della Primavera,

è ,piano, piano,

arrivata la bella stagione, l'estate del grano maturo;

mi libro in volo,

ora sono solo,

su prati,

infiniti.

postato da: amoleapi alle ore 09/06/2006 17:54 | Link | commenti (12)
categoria:poesia