domenica, 28 maggio 2006
Uno dei proverbi preferiti dai samurai recita così:"Il primo pensiero al risveglio: la morte. L'ultimo pensiero prima del sonno: la morte" Questa è la saggezza degli stolti che non hanno mai messo al mondo una vita.
Invece di accettare un debole che nel sangue vede solo la morte, cercate qualcuno capace di scorgervi la vita.
Il primo pensiero al risveglio: la vita!
L'ultimo pensiero prima del sonno: la vita!
Solo una persona così sa che la fine arriva in fretta.
Solo una persona così è davvero in grado di capire il cuore di una donna.
Aki-no-hashi (1311)
(Da La profezia della Dama Shizuka - Takashi Matsuoka, che sto leggendo, così, perchè mi piaceva questo brano).
sabato, 27 maggio 2006
Quotidiani
Profumo di carta,
è lieve brezza,
felice non leggo.
Porte aperte alla
Renault, Profumo
di donna, no!
Profumo di nido,
è forte vento,
felice lo leggo.
mercoledì, 24 maggio 2006
Lo sapevate che gli apicoltori vengono pagati dai frutticoltori per portare le arnie nei frutteti?
Ciò in quanto ci sono sempre meno insetti impollinatori diversi dalle api.
E' appena fiorito il Kiwi in Friuli.
Visto che l'acacia è già sfiorita e si possono togliere i melari per provvedere alla smielatura, le arnie adesso si possono portare nei campi di kiwi per una decina di giorni.
Si viene retribuiti con 10 euro ad arnia, mi hanno detto, però bisogna mettere le arnie equidistribuite nel frutteto, perchè altrimenti quelle furbone delle api vanno su altri fiori più nettariferi, ed anche per il polline, visto tutti i papaveri che ci sono .....
Quando è fiorito il papavero le api riportano delle palline di polline nero! quelle del papavero stesso.
Il trasporto delle api avviene prima che sorga il sole, si caricano su un camion o furgone e via in un'altra destinazione.
Appena sorge il sole, le api si svegliano un po' confuse, ma in circa 5 minuti iniziano già a rientrare le prime bottinatrici cariche di polline e nettare.
E visto che hanno questi fiori di kiwi lì vicino a casa, una capatina ce la fanno.
Ed è caontento anche il proprietario dell'ACTINIDIETO (ACTINIDIA JAPONICA è il Kiwi).
Ciao a tutti.
martedì, 23 maggio 2006
Hemerocallis lilioasphodelus, profumatissimo, il fiore sboccia la mattina ed il giorno dopo è già sfiorito.
In ogni caso ha tanti boccioli, quindi riesce a fiorire per una decina di giorni.
Non raccolgo mai i fiori rari nei campi.
Con la fotocamera mi sembra già di trafugare l'anima del fiore.
sabato, 20 maggio 2006

Un Iris selvatico dei nostri boschi, lungo i canali, dove c'è sempre acqua.
sabato, 20 maggio 2006
Fiorisce adesso, si mostra ai nostri ammiranti occhi nel breve spazio del mese di maggio.
Al limitar del bosco, nell'erba alta, tra grilli che cantano.
domenica, 14 maggio 2006
(di Jorge Eielson)
Forse l'universo
E' una bolla di sapone forse
E' soltanto schiuma
Una spugna sempre vuota
E sempre piena. Forse
Ciò che chiamiamo luce
E' l'ombra di Dio
E ciò che chiamiamo Dio
Siamo noi stessi
Che pure siamo schiuma
Bolla di sapone spugna
Sempre piena
E sempre vuota
Mi piace anche questa, anche se lette in spagnolo sono meglio:
Amo gli astri e le albe
Le acque amare
Le anguille e le alghe
Gli alberi annosi e gli animali
Amo gli armadi e gli aghi
Le abitazioni ampie e senza arredi
Gli angeli atroci ma abbassati
Gli amori antichi e un po' annebbiati
Quasi sempre assurdi e ammalianti
E tutte le parole che iniziano per A
Anche quelle che non fanno
Ah
(dalla rivista Poesia di questo mese),
ovvio che le poesie che posto sono quelle che mi piacciono, di quel centinaio pubblicate sulla rivista, e quindi ho scelto quelle che mi dicono qualcosa, ne consegue che scegliendo esprimo qualcosa di me, in questo quindi questo blog è ... un blog non un sito di apicoltura, hahahaha
.
Eccone un'altra:
(Pierluigi Cappello - Poeta Friulano, recensito anche su Famiglia Cristiana di questa settimana)
Le nove, la sera, e un poco il nero che ti sporca le mani
è tutta la terra passata di qui
a che ora le api vanno a dormire, pensi, ti chiedi,
premi il cavo del palmo sull'orlo del ginocchio
nel sentirti dire come sono nuove le foglie
da quale maniera di essere solo sono volate
adesso guardi le cose come sono venute
come si sono fissate, quendo nella tua persona
e appena pieghi la testa nel vuoto,
nella domanda a che ora le api vanno a dormire
quando sono passati il sapore di terra e le nuvole
davanti ai miei anni, insieme
NDR: a quanto abbia appurato io, avendo alcune volte praticato il nomadesimo con le mie api, e cioè il trasporto notturno delle arnie su nuovi raccolti di nettare,
SECONDO ME LE API NON DORMONO MAI, sono SEMPRE PRONTE A PUNGERTI QUELLE AMABILI FETENTINE.
Solo che di notte per pungerti non volano, ti risalgono camminando attraverso i vestiti, ed allora nanche la tuta da apicoltore ti protegge al 100%, qualche buco lo trovano semPre, MA DICONO FACCIA BENE PER I REUMATISMI.
Ciao a tutti i viandanti.
sabato, 13 maggio 2006
Ecco a voi la pianta che produce il notissimo miele di acacia:
la Robinia Pseudoacacia, pianta infestante proveniente dal continente americano.
E' appena fiorita , almeno nel collio dove è sito il mio apiario.
Infatti, bisogna osservare che in una regione come il Friuli Venezia Giulia, dove in poco meno di 200 Km. si passa dal mare alle vette innevate, la fioritura della Robinia avviene in un periodo scalare, tanto che è possibile fare addirittura due raccolti, uno in collina e pianura, dal 10 al 25 maggio circa, e uno nella fascia pedemontana da fine maggio ai primi di giugno.
Un raccolto di acacia può essere sfruttato da alveari ben tenuti fino a produrre anche 40 kg di miele (ad arnia). Io ne faccio 30 kg per arnia, poi 15 di castagno.
Quindi si potrebbe ottenere un totale di 60 kg. a patto di spostare le api.
Torniamo ai lavori messi in atto dal Vs. apicoltore.
Vi avevo detto che, onde evitare la sciamatura naturale delle api, cui nessun alveare sfuggirebbe (visto dal punto di osservazione dell'apicoltore, le api la pensano evidentemente in modo diverso), e che farebbe perdere gran parte del raccolto di acacia, il miele più richiesto e quindi anche più remunerativo, avevamo diviso gli alveari.
La regina accorgendosi del minore affollamento dell'alveare dovrebbe rinunciare a sciamare, secondo il principo del massimo effetto con il minimo rischio non se la sentirebbe di abbandonare l'alveare con troppo poche api (1/2 di 1/2 della famiglia ).
Qualche temeraria lo farà ugualmente, nessun problema sta nelle regole del gioco.
Gioco ho detto? Lapsus freudiano.
In pratica oggi avevo questa situazione: 1/2 famiglia nell'arnia con la regina vecchia, 1/2 famiglia nell'arnietta di polistirolo antistante con una giovane regina forse già fecondata.
Le api stanno raccogliendo acacia, la deposizione rallenta e si ferma.
Le api per non correre rischi, di fronte a cotanto raccolto, riempiono tutti i favi del nido di miele, perchè sono quelli più vicini all'entrata, ci sarà tempo poi per trasportare il tutto nei favi periferici, tra cui sono ovviamente inclusi i miei melari.
L'apicoltore interviene e unisce le due mezze famiglie, le due regine si scontreranno e al 90% sopravviverà quella più giovane e magra (non ha ancora uova nell'addome).
Riempito velocemente, visto il gran numero di api presenti adesso, il nido di miele le api passano a stipare il melario.
Il melario si riempirà di api, ed improvvisamente, se guardiamo tra i favi succederà questo fenomeno:
le api "sbiancano" cioè costruiscono velocemente e innalzano le cella da miele di una bellissima cera bianco candido, che riluce al sole, come la cera delle candele poste sugli altari delle chiese.
Rimarrà pochissimo spazio tra un favo e l'altro, enormemente stipati di miele.
Le celle quando il miele sarà maturo, visto che il nettare verrà asciugato e trasformato in miscela di glucosio e fruttosio, e cioè quando l'umidità dello stesso sarà inferiore al 18% (con umidità superiore non si conserverebbe per l'inverno, ma andrebbe incontro a fermentazione), verranno richiuse con tappini di cera.
E il primo di giugno, finita la fioritura, andremo a prelevare i melari, per fare il miele uniflorale di acacia.
(altrimenti poi verrebbe unito a nettare di altre essenze , facendo perdere non la qualità ma l'appeal di mercato, infatti il mercato europeo richiede prevalentemente e paga di più i mieli uniflorali, ed in effetti anch'io li preferisco, quindi niente da dire).
giovedì, 11 maggio 2006
Il titolo è riferito al mio salotto.
Mia moglie ha decretato la fine dell'imbiancatura del salotto una volta constatate le mie condizioni.
Ma non preoccupateVi per me, sopravviverò anche a questa avventura.